Vuelta a España 2026, le tappe della seconda settimana: due arrivi in salita, due di media montagne e due tappe mosse per fuggitivi o velocisti
Dopo nove giorni ricchi di colpi di scena e battaglie tra gli uomini di classifica, la Vuelta a España 2026 si appresta a entrare in una seconda settimana forse con meno giornate adatte agli scalatori puri ma con diverse giornate adatte per le volate o per i fuggitivi. Si inizia con una giornata collinare, con un finale mosso aperto a opzioni differenti: potrebbe essere uno sprint o una giornata per gli attaccanti. Più facile immaginare un arrivo per velocisti nella giornata di mercoledì, mentre gli uomini di classifica dovrebbero avere terreno adatto a loro giovedì e sabato. Venerdì e domenica invece sono in programma giornate di media montagna per gli attaccanti più resistenti e magari altre fughe.
Il primo giorno di riposo è seguito dalla Alcaraz – Elche de la Sierra, frazione di 184,7 km che può finire in diversi modi. Dopo la partenza infatti la strada inizia subito a salire, fino ad arrivare a quasi 1400 metri sul livello del mare. I GPM di giornata però sono tre, tutti di terza categoria: il Puerto del Peralejo (5,2 km al 4,3%), il Puerto de Ayna (7,7 km al 4%) e soprattutto il Puerto de Socovos (9,8 km al 3,5% con una punta al 10%). Quest’ultimo termina a 21 chilometri dall’arrivo ed è seguito da una lunga discesa: potrebbe quindi essere il trampolino di lancio per un attacco decisivo. Il finale è in falsopiano ascendente di 4 km intorno al 4%., con un breve tratto al 7%.
Presenta meno difficoltà altimetriche la Cartagena – Lorca, undicesima tappa in programma. Nei suoi 153,8 km comprende un solo GPM, l’Alto de Aledo, lungo 9,5 km con una pendenza media del 4,2%. Lo scollinamento è previsto a 32 km dalla conclusione, buona parte dei quali sono in discesa prima di un finale pianeggiante. Non sarà facile liberarsi delle ruote veloci, che dovrebbero avere la loro unica vera chance della seconda settimana.
Gli uomini di classifica tornano protagonisti nella Vera – Calar Alto, 166,6 km durissimi con arrivo in salita. In una giornata ricchissima di salite, si inizia subito con l’Alto del Cabecico (3ª cat., 8,3 km al 3,3%), poi si affrontano Alto de Cobdar (3ª cat., 4,9 km al 4,5%) e Collado Garcia (2ª cat., 18,5 km al 2,4%) nel tratto centrale prima di 60 km durissimi, nei quali il gruppo salirà da 500 metri sul livello del mare all’arrivo, posto a 2153 metri. Nel mezzo ci sono da scalare i due prima categoria dell’Alto de Velefique (13,1 km al 7,2%) e soprattutto proprio il Calar Alto, salita molto lunga (16,9 km) con una pendenza media del 5,6% che non deve ingannare: i primi 8 km sono tutti all’8%, prima che un tratto pianeggiante e in leggero falsopiano diminuisca la difficoltà complessiva. Chi si stacca nel pezzo iniziale può pagare un distacco notevole all’arrivo.
Dopo le fatiche del giorno precedente, la 14ª tappa, da Almuñécar a Loja, dovrebbe essere più tranquilla. I 192,8 km metteranno sì ulteriore fatica nelle gambe, ma le difficoltà sono concentrate soprattutto nella prima parte. Subito dopo il via infatti si scala la Venta de la Venta de Cebada (14,1 km al 5,1%), GPM di prima categoria dove potrebbe formarsi la fuga di giornata. Una serie di saliscendi conducono poi ai piedi dell’Alto de Legionario (15,6 km al 3,1%), salita lunga ma molto irregolare. A questo punto mancheranno però ancora più di 100 km dall’arrivo, nei quali la prima parte permetterà di rifiatare. Il momento decisivo sarà il Puerto de Granda (7,4 km al 5,6%), posizionato a 37 km dalla conclusione: sarà questo l’unico scenario di possibili attacchi in classifica generale.
I big però potrebbero aspettare la successiva Jaén – Sierra de la Pandera, 154,5 km che terminano ancora in salita. Dopo una prima parte ricca di mangia e bevi, il primo GPM viene affrontato al km 82 ed è il Puerto de Los Villares (10,5 km al 5,4%). La corsa si animerà al Puerto de Locubin (8,8 km al 5,1%) per poi decidersi sulla salita finale, appunto la Sierra de la Pandera, prima categoria di 11,9 km con una pendenza media del 7,2%. Difficile che i migliori si lascino sfuggire questa occasione per darsi battaglia.
La seconda settimana si conclude poi con la Palma del Río – Córdoba (189,7 km), che conta 3 GPM: il Puerto de la Forestal (6,7 km al 4,1%) in avvio, Alto de Villaviciosa de Cordoba (5,7 km al 4,8%) a poco meno di 70 km dalla conclusione e infine Puerto Artafi (5,9 km al 5,5%) a 36 km dall’arrivo. Quest’ultimo è seguito da una breve discesa, da un paio di altri strappi importanti e da una lunga picchiata verso il traguardo di Cordoba, dove potrebbe arrivare una fuga o anche qualche coraggioso dal gruppo. Non è comunque da escludere un arrivo a ranghi più o meno compatti per chiudere la settimana con uno sprint.
Tappe Seconda Settimana Vuelta a España 2026
| # | Giorno | Tipo | Tappa | KM |
| 10ª | 01/09 | Collina | Alcaraz – Elche de la Sierra | 184,7 |
| 11ª | 02/09 | Pianura | Cartagena – Lorca | 153,8 |
| 12ª | 03/09 | Montagna | Vera – Calar Alto | 166,6 |
| 13ª | 04/09 | Media montagna | Almuñécar – Loja | 192,8 |
| 14ª | 05/09 | Montagna | Jaén – Sierra de la Pandera | 154,5 |
| 15ª | 06/09 | Media montagna | Palma del Río – Córdoba | 189,7 |
Altimetrie e Planimetrie Seconda Settimana Vuelta a España 2026
Tappa 10 (01/09): Alcaraz – Elche de la Sierra (184,7 km)
Tappa 11 (02/09): Cartagena – Lorca (153,8 km)
Tappa 12 (03/09): Vera – Calar Alto (166,6 km)
Tappa 13 (04/09): Almuñécar – Loja (192,8 km)
Tappa 14 (05/09): Jaén – Sierra de la Pandera (154,5 km)
Tappa 15 (06/09): Palma del Río – Córdoba (189,7 km)
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